Il faro di Rubjerg knude: tra dune di sabbia e Mare del Nord

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IL FARO DI RUBJERG KNUDE

Nonostante la stanchezza accumulata nei due giorni precedenti, il nostro breve ed intenso passaggio in terra danese è stato ricco di scoperte inaspettate; il faro di Rubjerg knude fu una di queste: un edificio circondato da ruderi di antiche costruzioni e dune di sabbia, situato su una scogliera, a ridosso del Mare del Nord.

 

DANIMARCA

Avevamo abbandonato quel leggero senso di ansia ad Amburgo e ci sentivamo finalmente liberi di goderci a pieno la nostra grande avventura. Guidare non era più un problema: avevamo la sensazione che tutto fosse a portata di mano, dietro l’angolo o qualche chilometro più giù. La Danimarca, inoltre, presenta una bassa densità di popolazione e muoverci per le sue strade con un camper lungo 7 metri non fu affatto stressante. Le autostrade, come le strade provinciali, sono in ottimo stato e pochi sono i mezzi che vi circolano.

Ovviamente, tutta quella positività derivava dal fatto che avevamo tanto tempo a disposizione, quasi un’intera giornata, prima di imbarcarci sul traghetto della Fjord Line per la Norvegia.
I nostri iniziali sforzi sono stati decisamente ricompensati.

 

BILLUND

Billund

Lego house, Billund

Pranzare in questa favolosa cittadina ci ha permesso di vagare lungo le sue vie ben curate e silenziose.
Il cibo rende felici ed è vero.

Dopo due giorni di cibo in scatola era assolutamente necessario sedersi ad un tavolo e mangiare della buona carne danese accompagnata da una birra.
Billund steakhouse & pizza. Questo fu, tra i numerosi pub, quello che ci ispirò maggiormente: assolutamente perfetto, cibo decisamente di qualità e personale gentile.

A Billund incominciammo ad avvertire quel senso di relax che non avevamo minimamente avvertito ad inizio vacanza; eravamo nella pace dei sensi: sazi e felici, alla scoperta della Scandinavia.

Avevamo due alternative: visitare la Lego House o volgere lo sguardo al nord, farsi altre tre ore di viaggio e visitare un luogo dalla singolare atmosfera.

Ritornare per qualche ora bambini e girovagare nel museo dei Lego poteva essere un’ottima idea per trascorrere il pomeriggio, ma decidemmo di andare al faro di Rubjerg Knude, così da essere nelle vicinanze del porto di Hirtshals.
Ne valse assolutamente la pena!

 

IL FARO DI RUBJERG KNUDE

Faro di Rubjerg knude

Faro di Rubjerg knude, Danimarca

Rubjerg Knude fyr venne acceso, per la prima volta, nel 1900.
In quel periodo era situato a circa 200 metri dalla costa, a ridosso della scogliera.
Le forti raffiche di vento, comuni in quel luogo, cominciarono a modellare il territorio, portando alla creazione di alte dune di sabbia; queste, col passare degli anni, avanzarono maggiormente verso la struttura, che rischiava di essere seppellita.
Negli anni ’60 il governo danese chiuse il faro per poi farlo riaprire negli anni ’80 affinché fosse adibito a museo.
La forza erosiva del mare e l’avanzamento del terreno sabbioso hanno sempre rappresentato un pericolo: la struttura venne richiusa nel 2002 a causa del crollo di alcuni edifici circostanti.

Nell’ottobre del 2019, il faro venne spostato circa 70 metri verso l’interno così da evitarne lo sprofondamento.

Da Billund abbiamo percorso la E45 per svoltare, circa 3 ore dopo, a Vendsyssel e proseguire sulla superstrada 593, fino a raggiungere, attraverso stradine di campagna, la destinazione, situata a pochi chilometri da Lokken.
Una volta giunti, è possibile parcheggiare il proprio mezzo in una rotonda, adiacente ad un percorso che avrebbe condotto, dopo circa 1.5 km, al faro.

 

IL SENTIERO CHE CONDUCE AL RUBJERG KNUDE FYR

Il percorso è decisamente suggestivo: un sentiero poco battuto, tra distese di campi che lasciano spazio, circa 1 km dopo, ad un luogo surreale, quasi fosse portato lì magicamente da un altro mondo. Altissime dune di sabbia che cadono a strapiombo sul Mare del Nord!
Tra queste dune si erge, a circa 60 metri dal livello del mare, il faro.

Faro di Rubjer knude

Scogliera sabbiosa in prossimità del Rubjerg Knude Fyr

Siamo stati davvero fortunati.
Riuscimmo a vedere il faro ancora a ridosso della scogliera. Il panorama sul mare e tutta la scogliera circostante rendevano il paesaggio davvero suggestivo, unico. La nostra intenzione era anche quella di scendere a riva, cercando percorsi alternativi , ma divenne impossibile a causa del terreno franoso e dell’eccessiva pendenza della scogliera.

La luce opaca e fredda, i colori sempre più accentuati della sabbia e la scarsa affluenza di persone rendevano tutto perfetto: ogni foto scattata poteva essere un ipotetico quadro da conservare. Raggiungemmo qualsiasi posizione e cercammo di scalare goffamente qualsiasi duna così da catturare ogni prospettiva del luogo, ormai impresso nella mente.

Era giunto il momento di ritornare al camper.
In 30 minuti saremmo stati al porto di Hirtshals.
Il faro e la Danimarca furono il valido lasciapassare per la natura selvaggia in cui ci saremmo immersi.
La Norvegia era ad un centinaio di chilometri da lì…

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